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Mostra collettiva Interchange 3 date · 13 14 15 dic

Interchange

Mostra di fotografia, scultura e pittura

Apre Giovedì 13 Dicembre, presso la Galleria Enèsya di Vizzolo Predabissi (MI), una nuova esposizione di fotografie, dipinti e sculture.

Un'affascinante percorso espositivo ricco di incredibili e bellissime opere d'Arte Contemporanea.

La Mostra Interchange è un crocevia complesso di flussi creativi, un'articolazione di percorsi e direzioni dell'es, di angoli nascosti e profondi nella mente.

Espongono il proprio lavoro: Nicholas Viviani, Anna Maria Scatigna, Andrea Rigoni, Catalina Paladi, Lorenzo Monegato, Piero Lo Presti, Vu Ju Ka, Andrea Gangi, Lucio Forte, Duilio Forte, Marija Donkovic, Paolo Chiapetto, Antonio Campagna, Paolo Bongianino, Alessandra Bisi e Marco Antonacci.

Inaugurazione con rinfresco Giovedì 13 dalle ore 18:30 alle ore 21:00 in presenza degli Artisti.

Viale Sarmazzano 32, Vizzolo Predabissi (MI).

Free Entry.

Andrea Gangi

è un artista con una grande formazione accademica alle spalle. Si avvicina al mondo della Pittura tramite l’Accademia di Brera e negli anni successivi alla letteratura, frequentando l’Università Degli Studi di Milano. Tra le opere qui presenti notiamo la sua attitudine alla reinterpretazione, al ritrovare e riprogettare una nuova idea di ritratto. La tecnica è quella dell’olio su pannello, dominata da un timido colore, quasi a voler enfatizzare lo stimolo alla riflessione.

Lorenzo Monegato

è l’emblema di una delicata storia d’amore per l’arte. Abbandona il settore edile per dedicarsi alla pittura, manifestando questo suo talento sin dall’età di 6 anni. Negli anni si lascia guidare dalla passione, abbandonando gradualmente acrilico e acquerello, dedicandosi in maniera preponderante all’olio su tela. Il 2013 è l’anno della Biennale di Chianciano e due anni dopo parte alla volta di New York.

La sua è una “rivincita del colore” , in tutte le forme, tangibile in ogni frammento del suo lavoro. “La Ragazza Fatale” è uno dei suoi futurismi figurativi, opere in cui notiamo un uso consapevole del colore ed un consolidato background di forme e misure.

Paolo Chiapetto

è l’esempio lampante di una vita dedicata all’arte. Diverse gallerie nazionali sono rimaste sedate e affascinante dalla sua abilità nella composizione dell’opera, una ostinata tendenza all’equilibrio, una linea sottile fatta di simboli, colori e varie tecniche di assemblaggio.  Paolo Bongianino si è lasciato alle spalle una brillante carriera in una multinazionale per dedicarsi interamente all’arte della fotografia. Ha esposto parte delle sue opere in esposizioni personali e collettive in alcune fra le più importanti piazze del mondo. Propone il progetto Oasi Zegna ad Artefiera Bologna e riesce ad aggiudicarsi il progetto di vestizione delle cesate del cantiere M4 indetto dal comune di Milano. In esposizione alcuni dei pezzi più celebri, venduti l’anno scorso ad Aspen: ciò che si evince dalle opere è la sua straordinaria capacità di porre in rilievo uno spettacolo che ai nostri occhi è spesso normalità. Questa è la pura e semplice rivincita della natura.

Anna Maria Scatigna

nasce a Milano, vive ed opera poco distante dalla nostra Galleria. Osservando il suo percorso artistico, risulta evidente il suo passaggio dal realismo all’espressionismo.  Il suo è un lavoro di mente e vuole stimolare una riflessione che vada aldilà da ciò che normalmente viene percepito dai nostri sensi. Acrilico, olio e smalto sono l’unico strumento per mostrare il più profondo io, un nudo ritratto delle proprie paure, un eterno fluire di colori senza un inizio e una fine.

Catalina Pataldi

ha trovato nell’Italia la sua ispirazione. I soggetti vengono volontariamente ricercati in strada e Gold For Africa risulta essere uno dei massimi esempi di integrazione, tema caro all’artista, quasi a denotare una tendenza ed una volontà ad essere cittadini del mondo. L’intreccio di acrilico e tessile proiettano ad un pianeta scevro da confini, di una tanto osannata ma mai concretizzata idea di cittadino del mondo. Un’unica nazionalità e il sogno di veder realizzato il fine più ultimo dell’arte: quello di unire.

Recensione critica a cura di Nicholas Viviani

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